Secondo le Nazioni Unite la canapa non è più considerata uno stupefacente. Dopo oltre 50 anni è infatti stata rimossa alla tabella degli stupefacenti. Si tratta di un riconoscimento ai massimi livelli mondiali del suo valore terapeutico.
Cannabis e leggi internazionali
L’ONU ha preso in questi giorni una decisione importante, eliminando la cannabis dalla “tabella IV”, quella contenente le sostanze più pericolose come eroina e cocaina. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha infatti riconosciuto che ormai vi sono importantissime e condivise evidenze scientifiche delle proprietà terapeutiche della cannabis. Tutti i Paesi dell’Unione Europea hanno votato a favore della decisione, con l’Ungheria unica contraria. La questione più importante riguarda la percezione della cannabis, e dei prodotti a base di CBD non più considerati droghema riconosciute come sostanze terapeutiche. Perchè le ripercussioni di questa decisione siano visibili a livello internazionale ci vorrà però del tempo, soprattutto per quanto riguarda il commercio e il trasporto a livello internazionale della cannabis. Il parere dell’ONU deve infatti essere ratificato dai singoli Paesi per essere ammesso nella legislazione nazionale di ognuno e non tutte le nazioni, probabilmente, saranno sollecite e rapide nel recepire la direttiva internazionale.
La canapa come sostanza terapeutica
Dal 1961 la cannabis è stata inserita nella Convenzione unica sulle sostanze narcotiche e quindi la sua produzione e commercializzazione viene ostacolata a livello internazionale. Oggi le cose stanno per cambiare, visto che la canapa non è più riconosciuta come droga, ma come sostanza terapeutica. Il passaggio internazionale è importantissimo perchè rappresenta una ratifica delle maggiori autorità internazionali, le Nazioni Unite e l’Organizzazione Mondiale della Sanità. L’Italia e tutti gli altri singoli Stati dovranno ora accettare e ratificare queste indicazioni all’interno delle proprie leggi, ma la via appare ormai spianata perchè la cannabis diventi definitivamente una sostanza terapeutica e non più una droga.
Ormai sono moltissime le evidenze scientifiche che la cannabis abbia un altissimo valore terapeutico nel trattare un’ampia gamma di malattie. Contro il dolore cronico le sostanze contenute nelle inflorescenze della Cannabis Sativa L. si sono dimostrate estremamente efficaci e hanno molte meno controindicazioni degli antidolorifici di origine chimica che si trovano oggi in commercio, per cui la cannabis può essere utilizzata nel trattamento di dolori cronici e molti tipi di patologie che necessitano una terapia del dolore, cure palliative o analgesiche. La cannabis può essere utilizzata per combattere l’inappetenza e la nausea in chi soffre di anoressia e in chi è sottoposto a chemioterapia, riducendo anche le nausee che questi trattamenti comportano come effetto collaterale.
L’utilizzo della cannabis in medicina
Le prove scientifiche della validità della cannabis come sostanza terapeutica sono ormai moltissime, tante da spingere l’OMS a riclassificarla non più come droga ma, appunto, come sostanza per uso medico. Secondo gli studi più recenti la canapa sarebbe efficace anche in alcuni ambiti in cui i farmaci tradizionali falliscono, come la riduzione del dolore cronico di origine neurogena o il trattamento degli spasmi e dei tic dovuti alle patologie legate al sistema nervoso. La sperimentazione dei farmaci che hanno la cannabis come principio attivo è ancora in corso e gli scienziati stanno scoprendo moltissimi nuovi campi in cui la canapa potrebbe rivelarsi essenziale, come nel trattamento della malattia di Huntington, della schizofrenia e di molti altri problemi di origine neurologica. Privata di buona parte dei suoi principi attivi la cannabis è una sostanza innocua, per cui viene comunemente utilizzata nella preparazione di diversi prodotti, liberamente commercializzabili in moltissimi Paesi, fra cui l’Italia. Questo ha portato alla nascita di numerosi negozi ed e-commerce specializzati nella vendita di prodotti a base di cannabis, purchè abbiano un contenuto di THC limitato.
Altri prodotti a base di cannabis
Oggi in commercio, anche in Italia, è possibile trovare numerosi prodotti a base di cannabis, purchè il loro contenuto di THC, il principio attivo, sia inferiore ad una determinata soglia. Fra di essi c’è ad esempio l’olio di CBD, un prodotto dai notevoli e riconosciuti effetti sul benessere psicofisico che però non comporta gli effetti psicotropi che hanno portato a considerare la cannabis una droga. La cannabis è utilizzata anche come ingrediente in numerose preparazioni ed è possibile acquistare biscotti, infusi e altri prodotti alimentari contenenti cannabis. Il suo commercio in Italia è considerato legale e questi prodotti possono essere venduti ad acquirenti maggiorenni purchè il contenuto di THC rimanga sotto soglie ben definite. Per l’olio di CBD ad esempio questa soglia è fissata, dalla legislazione del nostro Paese, allo 0,2%.
La decisione dell’ONU e dell’OMS di rivedere la classificazione della cannabis, trattandola come una sostanza terapeutica e non più come una droga probabilmente poterà ad un innalzamento di queste soglie. Ci vorrà però del tempo prima che le legislazioni dei singoli Paesi ratifichino quanto indicato dalle Nazioni Unite e la cannabis venga considerata come una sostanza non nociva. Oggi è possibile acquistare prodotti a base di cannabis, canapa e hashish su e-commerce come l’ottimo Justbob.it in modo completamente e assolutamente legale. I prodotti a base di CBD offrono aromi e sapori particolari e donano una piacevole sensazione di relax senza avere effetti psicotropi, grazie alla limitata quantità di principi attivi presenti.