Dato l’interesse per l’appellativo Cartizze da parte degli amanti del buon vino, chi scrive sente l’esigenza di fare un po’ di chiarezza su tale etichettatura. Da qualche anno ormai, se ne sentono di cotte e di crude. C’è chi pensa sia simbolo di maggiore qualità, chi associa l’appellativo ad una ristretta cerchia di cantine e chi guarda all’istituzione di una tipologia esclusiva. In realtà, non c’è un briciolo di verità in queste ed altre teorie spuntate da nord a sud.
La risposta corretta è molto più semplice. Il Cartizze Prosecco è un vino bianco Superiore DOCG, prodotto in un’area ben delimitata. Nel dettaglio, il Cartizze Prosecco nasce, matura e si lascia imbottigliare nel Veneto orientale, nello spettacolare comprensorio del Valdobbiadene. Proprio qui, si trova una collinetta, un’altura rapida e scoscesa che genera uno speciale microclima per le viti, non replicabile in altre zone. L’area del Cartizze si estende per circa 100 ettari. Un vero e proprio concentrato di natura, tecnologia e storia da non lasciarsi sfuggire.
Prosecco Cartizze: le dolci proprietà dell’uva del Gleba
Se il Prosecco Cartizze ha assunto una notorietà che travalica i confini nazionali, un motivo c’è. Buona parte della fama internazionale del Cartizze deriva da un saggio impiego dell’uva del Glera. Quest’ultima si distingue per essere un vitigno a bacca bianca dai tralci color nocciola.
Durante la fruttificazione, il vitigno tipico del Valdobbiadene e dei Colli Asolani regala dei grappoli enormi dagli acini color oro. Benché i Romani ne fossero ghiotti, le prime conferme di utilizzo dell’uva nella produzione di Prosecco risalgono al XVI secolo. A riguardo, degli importanti indizi sono emersi da atti notarili, riguardanti la compravendita di terreni in provincia di Treviso.
Da allora, le aziende venete magistralmente ne ricavano un vino paglierino tenue con riflessi verdolini. Concludendo il discorso, il profumo fruttato del Prosecco Cartizze riporta alla mente gli aromi della mela, della pera, della rosa e le note della frutta esotica. Il sapore morbido, vellutato e fresco di questo vino bianco DOCG incontra naturale chiusa in un’effervescenza costante.
Prosecco Cartizze: consigli per una resa superlativa a tavola
Descritte origini e proprietà del Prosecco Cartizze, è tempo di alcuni suggerimenti per una migliore resa in tavola. L’obiettivo è concedere un momento di piacere ai cari commensali. Durante l’antipasto, il frutto pregiato del Valdobbiadene aiuta a controbilanciare l’acceso sapore di ostriche, gamberi e tartufi. Un metodo semplice, veloce ed efficacissimo per ricreare la magia di un pranzo a due passi dal mare.
Nel mezzo, il Prosecco Cartizze ha la grande fortuna di poter unirsi a piatti di mare o di terra. Un mix nato di recente, diffusosi anche tra i ristoranti stellati. Oggetto di sperimentazione sono i panzarotti di salumi ed i canapè fritti, magari accompagnati da un assaggio di formaggi trentini o da mozzarelline e speck. Per chiudere in bellezza, un goccio di Cartizze ed una fetta di torta salata al pancarrè con prosciutto e stracchino sono indispensabili.